Chi è la Bri?

Ora ti dico perché cucino e perché penso che tutti possono e dovrebbero farlo. Se hai qualche domanda o curiosità, scrivimi! Sarò felice di parlare con te.

 

Ciao, sono la Bri! Cioè, sono Brigida, ma qui a Bologna dove vivo mi chiamano “la Bri. Mi piace, mi sembra abbastanza carino e dolce. E pensare che a 14 anni mi chiamavano “la camionista”!
In realtà sono una calabresotta nata a due passi dal mare e a uno dalla cucina!

La cucina? Diciamo che, insieme al mare, è il mio habitat naturale. Si, perché sono cresciuta circondata da donne affette – io credo – da una cibo-mania ossessivo-compulsiva (vedi nonne, mamma, zie e prozie) il cui primo pensiero del mattino è “Cosa facciamo da mangiare oggi?”.
E già a 4 anni mescolavo gli ingredienti della ciambella che mia mamma mi preparava per colazione, impastavo la pizza con mia nonna (minimo 3 kg) e davo la forma ai biscotti di mia zia.

E il cordone culinario non si è staccato neanche dopo il doloroso ma necessario distacco dal nido familiare. Una telefonata a casa e la ricetta era fatta! “Pronto ma’, com’è che si fa…?”. Ingredienti, procedimento e via!

Così, tra un esame di filosofia, una partita di pallacanestro e uno spettacolo a teatro, io cucinavo. Mi mettevo lì, con i miei ingredienti, i miei attrezzi spesso improvvisati, le mie ciotoline e il gioco era fatto! E anche se una volta ho quasi incendiato la cucina e un’altra ho letteralmente carbonizzato un pan di spagna, io mi divertivo.
Cucinavo e stavo bene. Avevo l’ansia dell’esame e cucinavo. Avevo litigato con il mio ragazzo e cucinavo, mi sentivo triste e cucinavo, ero stressata e cucinavo. E, come per magia, stavo meglio. Mi sentivo soddisfatta e in equilibrio con me stessa. Oltre al fatto che ovviamente poi mangiavo – cosa mooolto gradita alla sottoscritta! E facevo mangiare gli altri – amici, parenti, amici di parenti e parenti di amici – che con mio sommo gaudio apprezzavano i miei manicaretti.

Negli anni poi non solo ho imparato a riprodurre le ricette della mia famiglia, ma ho anche rivisitato i piatti, inventato e sperimentato (non lo dire a quelle lì, le cibo-maniache ossessivo-compulsive, altrimenti mi diseredano).
L’amore per i viaggi mi ha portato alla scoperta di nuovi sapori, mentre il mio “periodo salutista” che tutt’ora continua e il mio stile di vita slow mi ha spinto a ricercare nuove formule per cucinare e a conoscere tanti alimenti e metodi che prima ignoravo. Ho imparato a selezionare gli alimenti in base alla loro provenienza, al metodo di produzione e ai valori nutrizionali. Ho deciso di privilegiare il biologico, il km 0 e di seguire per quanto più possibile i principi dello Slow Food.

Perché la buona cucina è creatività, apre la mente e risana i corpi! E può anche aiutarci a vivere in un mondo migliore.

E allora eccomi qui a raccontarti i miei pasticci. Tra un esplosione e l’altra, qualcosa di buono verrà fuori, fidati. E a ricordarti che la cucina è una terapia per la felicità!